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CHI E' PASQUALE MORO

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Pasquale Moro

Pasquale Moro nasce a Monza il 17/1/1982.
Cresciuto con due culture diverse, mamma calabrese e papà sardo, caratteri e usanze opposti che danno a Pasquale un carattere forte e deciso.

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Sono un mix di due culture

Quella creativa del Sud e quella precisa e organizzata del Nord.

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La pizza? Mi ricorda mia madre

Mi ricordo quando da bambino facevo la pizza con la mamma. Quando si impastava in casa era una festa. Mi piaceva impastare, sporcarmi le mani. Mi piaceva l’odore della farina e del pomodoro, il lievito. Creare qualcosa con le mie mani animava la mia passione. E poi, in mezzo a mille altre cose, è arrivato il giorno in cui mi sono sentito fare questa domanda: “Senti Pasquale hai voglia di lavorare? Ho una pizzeria e ho bisogno di una persona di fiducia”. Da lì, da quel primo sì, è cominciato tutto.

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Alalè, alzo un grido di guerra.

Mio papà era campione di sollevamento pesi. È nato in Barbagia, a Ollolai, un paesino sardo il cui nome deriva dal greco "Alalè" che significa "Alzo un grido di guerra". Gente fiera. Forte e di poche parole. Ecco, io vengo da lì.

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La bici mi ha insegnato la disciplina.

Vivace, curioso e orgoglioso, volevo trovare la mia strada. Costruirmi la mia strada. Fiero, come un sardo, volevo alzare il mio personale “grido di guerra”. Così niente palestra e sollevamento pesi - troppo facile copiare il percorso di mio padre. A 11 anni ho cominciato a correre in bici. Con lo sport ho scoperto cosa vuol dire avere una passione, conquistare un risultato, coltivando la disciplina e lavorando su se stessi. Che è poi la stessa cosa che faccio oggi nel mio lavoro.

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2002, il cambio di passo

Nel 2002 ho avuto un brutto incidente in moto che mi ha tenuto lontano dalla mia pizzeria per un po'. Quando sono rientrato ho ricominciato a lavorare come sapevo fare, ma il lavoro non rientrava più. Tutto era andato. Fino ad allora avevo impastato acqua, farina, lievito e sale. Era il momento di cambiare passo.

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Non si improvvisa niente

Ho capito fin da subito che non si improvvisa niente. Non basta impastare acqua, farina, lievito e sale. Per gestire con successo un’attività ci vuole tecnica e organizzazione, per dare continuità e costanza al tuo prodotto. E poi, tanta passione. Capisci che funziona quando il cliente esce soddisfatto e torna la settimana successiva. Se succede vuol dire che hai fatto bene il tuo lavoro.